Per chi vuole gestire uno stabilimento, è fondamentale capire cosa autorizza (e cosa no) una concessione balneare.
Una concessione balneare è l’autorizzazione rilasciata dallo Stato per l’uso di una porzione di spiaggia a fini turistico-ricreativi. Chi la ottiene non ne diventa proprietario, ma può gestirla secondo regole precise:
Negli ultimi 15 anni, le regole sulle concessioni balneari sono cambiate spesso. Ecco le tappe fondamentali per orientarsi.
Il 28 dicembre 2009 è la data spartiacque che distingue le concessioni “storiche” da quelle soggette a gara.
La Corte di Giustizia dell’UE ha chiarito che:
Nota: Il Comune può comunque decidere di bandire la concessione anche se è “storica”.
Quanto dura una concessione oggi? Dipende dal tipo di procedura e dal piano economico-finanziario.
La Legge 166/2024 prevede una durata:
Ogni concessione comporta un canone annuo. E nel 2025 c’è stato un nuovo aumento.
In attesa del nuovo decreto canoni, è entrata in vigore la maggiorazione automatica prevista dalla Legge 118/2022: +10 % rispetto al canone dell’anno precedente.
Il decreto atteso nel 2025 dovrebbe aggiornare i canoni con l’indice ISTAT e riequilibrare le differenze tra aree sottovalutate e località turistiche.
Chi vince una gara non entra a costo zero: in molti casi, dovrà rimborsare l’uscente per gli investimenti fatti.
Dal 2024 è obbligatorio un indennizzo in caso di subentro. Ecco i punti chiave:
Le nuove gare sono trasparenti, ma anche molto selettive: vince chi presenta il progetto migliore.
Ecco le fasi principali della procedura:
Dal 2024, ogni gara richiede impegni concreti su ambiente, inclusione e lavoro.
Gli obblighi previsti includono:
Hai ancora dubbi? Ecco alcune delle domande più frequenti che riceviamo da chi si avvicina per la prima volta alle concessioni balneari.